Come curare la dislipidemia

I lipidi sanguigni sono grassi presenti nel sangue e includono il colesterolo ed i trigliceridi. Il colesterolo è una sostanza grassa prodotta dal fegato e portata dal sangue per fornire materiale per le pareti cellulari e gli ormoni. I trigliceridi svolgono un ruolo importante nel metabolismo come fonte di energia e aiutano a trasferire il grasso alimentare in tutto il corpo.

La dislipidemia – cioè un livello anormale dei lipidi nel sangue – può contribuire allo sviluppo dell’aterosclerosi, un accumulo di depositi di grasso nei vasi sanguigni, depositi che possono portare allo sviluppo di malattie cardiovascolari. Pertanto, la dislipidemia costituisce un fattore di rischio per le malattie croniche come la malattia coronarica e l’ictus.

Per determinare i livelli dei lipidi più comunemente misurati, basta fare un esame del sangue. Le analisi standard del sangue per quanto riguarda i lipidi comprendono misure del colesterolo totale, colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL, o colesterolo “cattivo”), del colesterolo lipoproteico ad alta densità (HDL, o colesterolo “buono”), nonché dei trigliceridi.

Una persona inizia ad avere una dislipidemia se ha, in pratica, uno dei precedenti parametri che supera una determinata soglia legata a valori “desiderabili”, ad esempio se: Colesterolo totale ≥ 200 mg/dL; Colesterolo LDL ≥ 130 mg/dL; Colesterolo HDL < 60 mg/dL; Trigliceridi ≥ 170 mg/dL. Ricordiamo che il colesterolo totale è un indicatore “sommario”, poiché include un conteggio dei “trigliceridi”.

Nei Paesi occidentali sviluppati, infatti, la dislipidemia temuta è l’iperlipidemia, cioè un aumento dei livelli di lipidi nel corpo, per le sue possibili conseguenze sulla salute. Nelle persone adulte, l’iperlipidemia è dovuta normalmente alla dieta e allo stile di vita delle persone in questi Paesi.

Lo stile di vita sedentario è la causa principale. Lo stile di vita include un apporto eccessivo, attraverso la dieta, di colesterolo, di grassi trans e di grassi saturi. I grassi “trans” sono gli acidi grassi che sono o polinsaturi o monoinsaturi, a cui sono stati aggiunti atomi di idrogeno. I grassi trans – o, per l’appunto “idrogenati” – sono di solito usati in molti alimenti trasformati.

I grassi trans – che si trovano nei biscotti e nelle ciambelle di produzione industriale, oltre che nei prodotti da forno, i quali sono ricchi di olio idrogenato – sono noti per aumentare la resistenza all’insulina e l’infiammazione (due condizioni che possono favorire malattie croniche serie, fra cui il cancro ed il diabete), e sono fortemente sospettati di aumentare il rischio di infarto.

Il trattamento della dislipidemia dipende dall’età, dagli eventuali sintomi e dalla salute complessiva del paziente. Va considerata anche la probabilità della progressione della dislipidemia verso una malattia cardiaca. Il trattamento più comune è avere una dieta ben regolata e fare esercizio fisico. Tuttavia, l’esercizio può essere combinato con farmaci e chirurgia per i casi più gravi.

In casi come un alto livello di colesterolo e trigliceridi, si consiglia di cambiare stile di vita. Il paziente deve impegnarsi nell’esercizio fisico e nella dieta, poiché è la parte più importante del trattamento della dislipidemia. A un paziente con una dislipidemia lieve il medico di solito consiglia di fare alcuni esercizi e di seguire delle linee guida generali per una sana alimentazione.

Coloro che hanno una dislipidemia più elevata sono invitati anche a incontrare un nutrizionista per avere una dieta ben progettata nei singoli pasti e per fare un programma di esercizio fisico di routine. Una dieta per curare la dislipidemia include alimenti con un basso contenuto di colesterolo, con poche calorie e senza grassi. Gli alimenti zuccherati e quelli fritti devono essere evitati.

I prodotti lattiero-caseari e la carne rossa vanno invece mangiati con moderazione. Al fine di abbassare il livello di colesterolo, si raccomanda che i pazienti mangino pesce, verdure, noci e frutta. È anche importante che i medici ed i nutrizionisti spiegano l’importanza di mangiare certi tipi di cibi. C’è poi bisogno di aiutare i pazienti a mangiare in porzioni più piccole ed evitare le loro voglie.

Inoltre, mangiate più fibre: sostituite il pane la pasta con analoghi prodotti integrali. Mangiate grassi sani: olio d’oliva, avocado e noci hanno tutti grassi che non aumentano il tuo colesterolo LDL, o “cattivo”. Limitate l’assunzione di colesterolo: riducete la quantità di alimenti ad alto contenuto di grassi, come formaggio, latte intero e carni rosse ad alto contenuto di grassi.

Fare esercizio fisico con regolarità aiuta i pazienti a perdere peso, a migliorare le funzioni dei loro polmoni e del cuore ed a stabilizzare la propria pressione sanguigna. I pazienti devono sempre seguire le istruzioni dei propri medici affinché possano raggiungere i risultati desiderati. Inoltre, le routine di esercizio vengono regolate per adattarsi al livello di capacità del paziente.

Se il paziente è fisicamente in grado, è incoraggiato a camminare regolarmente e ad andare in bicicletta. Si suggeriscono anche altre attività come pilates, yoga, corsi di allenamento e sollevamento pesi. L’attività fisica aiuta a perdere peso e aumenta i livelli di colesterolo HDL, cioè del colesterolo “buono”. L’obiettivo dovrebbe essere quello di fare da 30 a 60 minuti al giorno di cardiofitness moderata.

Talvolta, però, la dieta e l’esercizio fisico non sono le sole cose che un paziente con dislipdemie importanti deve fare per prevenire altre complicazioni per la propria salute. Ai pazienti possono essere prescritti farmaci per abbassare i loro livelli di trigliceridi e di colesterolo.

Un farmaco di solito prescritto in questi casi dai medici è costituito dalle statine. Queste sono farmaci che inibiscono l’enzima epatico, che sintetizza i lipidi e può portare ad accumulo di grassi. I fibrati sono altri farmaci che si combinano con le statine per aumentare i livelli di lipoproteine, ovvero di colesterolo “buono”, che aiuta a prevenire l’attaccarsi di depositi grassi alle pareti arteriose.

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