Come scegliere un pedometro o contapassi

Quando scegli un pedometro, naturalmente vuoi sapere prima cosa è davvero importante conoscere sull’argomento, per cui ecco una guida pratica per aiutarti a scegliere. In linea generale, esistono tre diversi livelli di pedometri attualmente disponibili sul mercato:

  • Quelli che contano solo i passi sono spesso indicati come “contapassi”, e questi sono i modelli di pedometro più semplici e più economici.
  • Quelli che contano i passi e tentano di calcolare la distanza percorsa, chiedendoti di inserire la lunghezza media dei tuoi passi nel pedometro.
  • Quelli che contano i passi, calcolano le distanze e stimano la quantità di calorie che hai utilizzato. Essi funzionano chiedendo di inserire il tuo peso (di solito in kg).

Oggi stanno diventando disponibili pedometri più avanzati nell’hardware e nel software. Alcuni hanno un diario incorporato che registra i tuoi passi per un certo numero di giorni, altri calcolano il tempo di percorrenza totale in minuti e secondi, mentre alcuni hanno anche un lettore della frequenza cardiaca, che è un parametro molto utile da conoscere quando si fa attività fisica.

Quando si valutano i pedometri, è bene giudicarli sulle qualità che potrebbero fare la maggiore differenza per il vostro stile di vita quotidiano, vale a dire: precisione nel conteggio dei passi, robustezza, dimensioni, design, facilità d’uso e, naturalmente, prezzo. A tale scopo, può spesso risultare utile leggere l’opinione di alcune persone che hanno già acquistato un determinato modello.

Ogni volta che si cammina, il proprio corpo è inclinato da un lato e tu fai oscillare una gamba in avanti. Poi il tuo corpo oscilla dall’altra parte e muovi l’altra gamba in avanti. Ogni inclinazione dei fianchi e spostamento delle gambe costituisce un “passo”. Un pedometro funziona contando il numero di volte in cui il nostro corpo si inclina da un lato all’altro. Supponendo che ogni passo sia praticamente della stessa lunghezza (che dobbiamo stimare), può poi calcolare la distanza complessiva percorsa.

I primi pedometri erano completamente meccanici e funzionavano un po’ come gli orologi a pendolo. Quando il pendolo si muove avanti e indietro, una specie di leva ad altalena chiamata “scappamento”  effettua un movimento su e giù e una ruota dentata all’interno dell’orologio (che conta i secondi) avanza di una posizione. Quindi quest’orologio è un meccanismo che conta i secondi.

I primi pedometri utilizzavano un pendolo oscillante per contare i passi e mostravano il conteggio con un puntatore che si muoveva intorno ad un quadrante (un po’ come in un orologio analogico). Si fissava sulla propria vita e, ogni volta che si faceva un passo, il pendolo si spostava da un lato e poi tornava indietro, causando un’avanzamento del misuratore di passi attorno al quadrante.

I pedometri moderni più economici funzionano in modo molto simile ma sono in parte elettronici. Se ne aprite uno troverete un pendolo in metallo (un martello con un peso ad un’estremità) collegato a un circuito di conteggio elettronico da una molla sottile. Normalmente il circuito è aperto e nessuna corrente elettrica scorre attraverso di esso. Quando si fa un passo, il martello oscilla e tocca un contatto metallico al centro, completando il circuito e consentendo alla corrente di scorrere.

Il flusso della corrente alimenta il circuito e aggiunge “1” al tuo conteggio. Una volta completato il passo, il martello torna di nuovo nella posizione di partenza (aiutato dalla molla) e il circuito è di nuovo interrotto, ripristinando effettivamente il pedometro in modo che sia pronto per il passo successivo. Si noti che in alcuni pedometri il circuito del martello-pendolo funziona in modo opposto a quanto appena descritto: normalmente è chiuso e ogni passaggio lo apre temporaneamente.

Il pedometro mostra il conteggio dei tuoi passi su un display a cristalli liquidi (cioè LCD). La maggior parte dei pedometri converte il conteggio dei passi in una distanza approssimativa in chilometri (o nel numero di calorie che hai bruciato) con la semplice pressione di un pulsante.

I pedometri più sofisticati (compresi quelli di quelli veramente buoni fatti da marchi come ad es. Omron) lavorano interamente in maniera elettronica e, poiché non dispongono di parti in movimento, tendono ad essere più duraturi, affidabili e molto più accurati. Esse infatti non utilizzano il meccanismo del pendolo-martello e misurano i tuoi passi con due o tre sensori: gli accelerometri.

Questi ultimi sono speciali microchip disposti ad angoli retti che rilevano piccoli cambiamenti nella velocità quando si muovono le gambe. Poiché gli accelerometri sono spesso contenuti in dispositivi come gli smartphone, è sempre più comune trovare questi tipi di apparecchi che offrono di conteggiare i tuoi passi (per esempio, ci sono molte applicazioni di pedometro per l’iPhone).

I dispositivi di navigazione satellitare GPS di cui molti smartphone sono pure dotati permettono anche di calcolare e mostrare quanto hai camminato o hai corso senza ricorrere alla lunghezza media del tuo passo (da te misurata e impostata) come fanno i pedometri: bensì lo fanno calcolando la distanza dall’analisi dei segnali satellitari, per cui in tale misurazione risultano più precisi.

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