Test tumorale Iset di Paterlini-Brechot

L’esame del sangue ISET è stato presentato, nel 2017, come una svolta rivoluzionaria nel campo dello screening del cancro. Sviluppato dalla ricercatrice italiana Patrizia Paterlini-Bréchot – che lavora presso la Facoltà di Medicina Necker-Enfants Malades di Parigi – esso consente di individuare in anticipo tutte le forme di cancro e viene attualmente commercializzato in Francia.

Questo tecnica innovativa messa a punto dalla Paterlini-Bréchot, professoressa di biologia cellulare e oncologia all’Università di Parigi Descartes, offre un mezzo per individuare l’invasione tumorale nelle prime fasi del cancro. Dai risultati degli studi sugli animali, la ricercatrice e la sua squadra dell’Università e dell’INSERM (Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale) erano già a conoscenza delle cellule tumorali che circolavano nel sangue prima della metastasi.

“Tuttavia” – come sottolinea la stessa Paterlini-Bréchot, che nella sua importante scoperta ha messo a frutto la sua esperienza di oncologa ed ematologa – “i pazienti muoiono a causa della metastasi, non a causa del tumore primitivo. Come per il virus dell’HIV”, spiega, “queste cellule mutano, e mutando diventano sempre più resistenti, perché hanno il tempo di diventarlo”.

Il risultato di sette anni di ricerca può essere visto sotto forma di un grande dispositivo a forma di scatola che esegue il test ISET, sigla che sta per “Isolamento per dimensione delle cellule tumorali”. Ciò può rilevare la presenza di cellule tumorali – che sono più grandi delle cellule del sangue – circolanti in 10 ml di sangue, cioè fra 5 miliardi di globuli rossi e 100 milioni di globuli bianchi.

L’invenzione della tecnologia ISET risale al 2000. Essa si basa su un metodo innovativo, non invasivo ed altamente sensibile, il primo e ancora unico ad effettuare la filtrazione per permettere l’isolamento dal sangue delle rarissime cellule tumorali circolanti, permettendo la loro successiva affidabile identificazione diagnostica mediante la citopatologia e la loro caratterizzazione molecolare.

L’efficacia dell’esame ISET è stata dimostrata presso l’ospedale universitario di Nizza, il quale ha seguito un gruppo di pazienti con elevati livelli di rischio – fumatori pesanti con malattia polmonare – per sei anni. Il test ha consentito ai ricercatori di rilevare le cellule tumorali nel sangue di cinque dei pazienti, ben prima che il cancro polmonare fosse visibile dalle radiografie. Questi pazienti sono quindi stati operati e successivamente curati da questa forma assai mortale di cancro.

La tecnologia è stata inoltre validata da oltre 50 studi scientifici indipendenti effettuatisu oltre 2000 pazienti con diversi tipi di cancro (al polmone, alla prostata, alla mammella, al fegato, al rene, al pancreas, melanoma cutaneo, sarcoma, etc.) e su più di 600 individui senza cancro. Essa identifica tutti i tipi di cellule tumorali circolanti, senza “perdersele” e le analizza con metodi diagnostici tradizionali – ovvero senza errori – distinguendole da altre cellule rare non tumorali presenti nel sangue.

Dunque si tratta di un esame affidabile, con praticamente nessun “falso positivo” (cioè falso allarme)  e nessun falso negativo (cioè non si “perde” dei tumori), a differenza di quanto invece avviene con la quasi totalità delle altre metodiche per la diagnosi precoce dei tumori, inclusa ad esempio l’analisi di uno dei più noti marcatori tumorali nel sangue – il PSA – usato per il cancro della prostata.

Quando si identificano le cellule tumorali circolanti, vengono poi utilizzate le tradizionali tecniche mirate di imaging medica – raggi X, risonanza magnetica, TAC, tomografia a emissione di positroni (PET), ultrasuoni –per individuare il tumore. A seconda delle eventuali predisposizioni e della storia del paziente, gli scienziati iniziano generalmente ad esaminare i seni nei pazienti femminili e la prostata nei pazienti maschi. Quindi proseguono la scansione dell’intero corpo fino a quando non trovano il tumore.

Tuttavia, in futuro, i ricercatori dovrebbero essere in grado di risparmiare tempo identificando anche da quale organo provengono dalle cellule tumorali. Infatti, le proteine ​​che si trovano nelle cellule cancerose possono essere utilizzate per individuare l’organo dal quale provengono.

L’esame ISET – che attualmente ha un costo di circa 500 euro e può essere fatto privatamente rivolgendosi alla società Rarecells, non essendo coperto dal sistema sanitario nazionale – potrebbe essere utile anche per monitorare i pazienti in remissione, così da garantire che il cancro non ritorni e consente agli oncologi di modificare o adattare i trattamenti per i pazienti con diagnosi di tumore.

La tecnologia ISET non è l’unica esistente ad andare alla ricerca di cellule tumorali circolanti nel sangue. Ad es. il sistema CellSearch – sviluppato dalla società americana omonima, acquistata nel 2016 dall’italiana Menarini – è l’unico dispositivo medico attualmente abilitato dalla Food and Drug Administration (FDA) americana per la selezione e l’enumerazione delle cellule tumorali circolanti.

Fra gli aspetti positivi della tecnologia ISET, vi sono senza dubbio la sua semplicità (andare a riconoscere le rarissime cellule tumorali dalla loro dimensione è un’idea astuta) e l’abbordabilità economica. L’esame promette di scoprire un tumore finanche con 5 anni di anticipo rispetto a quando sarebbe altrimenti scoperto, e andrebbe comunque fatto possibilmente ogni 1 o 2 anni per essere massimamente utile (la stessa Paterlini ha rivelato di effettuarlo su se stessa ogni 6 mesi).

Perciò, vi sono tutte le premesse perché la tecnologia brevettata ISET – o altre ad essa molto simili – diventino il “golden standard” per la ricerca di cellule tumorali circolanti. In gioco vi è non solo la nostra salute ma anche un business enorme, per cui non stupisce che la Paterlini in Italia abbia subìto alcuni attacchi pubblici gratuiti (e francamente imbarazzanti) da chi dovrebbe avere a cuore la ricerca di punta, mentre in Francia l’accoglienza della sua scoperta è stata di ben altro tenore.

La professoressa Paterlini e il suo team si occupano di cancro fin dal 1982, e più specificamente di cellule tumorali circolanti nel sangue dal 1995. La sua ricerca applicata ha portato alla pubblicazione di studi scientifici di alto livello nel campo dell’oncologia predittiva, quella branca dell’oncologia che predice come e quando un paziente deve essere trattato per combattere meglio contro il cancro.

La tecnologia ISET viene già utilizzata, a scopo di ricerca, da scienziati, ricercatori e medici in 14 Paesi, ed è commercializzata dalla Rarecells Diagnostic SAS, una società con sede a Parigi fondata nel 2010, e dal cui sito web è possibile visualizzare tutte le pubblicazioni di validazione. Il gruppo che la sta sviluppando è impegnato a renderla disponibile ovunque nel mondo, allo scopo di fornire uno strumento diagnostico che migliori la durata e la qualità della vita dei pazienti affetti da tumore.

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