Come curare la pertosse

La pertosse è un’infezione batterica altamente contagiosa dei polmoni e delle vie aeree, diffusa dalle gocce di tosse o dagli starnuti di qualcuno con l’infezione. Provoca ripetuti periodi di tosse che possono durare da due a tre mesi o più ed, in particolare, rendere i neonati ed i bambini piccoli particolarmente ammalati.

I primi sintomi della pertosse sono simili a quelli di un raffreddore, come un naso che cola, occhi rossi e umidi, mal di gola e una leggera febbre. Intensi episodi di tosse iniziano circa una settimana dopo. Gli attacchi solitamente durano alcuni minuti alla volta e tendono ad essere più comuni di notte. La tosse di solito porta su il muco, che può essere seguito dal vomito.

Gli attacchi alla fine cominceranno a diventare meno severi e meno frequenti nel corso del tempo, ma possono essere necessari alcuni mesi prima che si fermino completamente. È possibile prendersi la pertosse se si entra in stretto contatto con qualcuno che ha l’infezione. Una persona che soffre di pertosse, in particolare, è infettiva da circa sei giorni dopo essere stato infettata – quando ha solo sintomi simili al raffreddore – fino a tre settimane dopo l’inizio della tosse.

La cura per la pertosse dipende dalla tua età e da quanto tempo hai avuto l’infezione. I bambini sotto i sei mesi che sono molto ammalati e le persone con sintomi gravi saranno possono venire accettati in ospedale per le cure. Alle persone alle quali l’infezione viene diagnosticata durante le prime tre settimane possono venire prescritti degli antibiotici da prendere a casa. Ciò contribuirà a fermare l’infezione ed impedire che si diffonda ad altre persone, ma non può ridurre i sintomi.

Le persone che hanno avuto la pertosse per tre settimane non hanno invece bisogno di alcun trattamento specifico, poiché non sono più contagiose e gli antibiotici sono di improbabile utilità. Nel riprendersi a casa, può aiutare avere molto riposo, bere molti liquidi, pulire il muco dalla bocca del proprio bambino e prendere antidolorifici come paracetamolo o ibuprofene per la febbre. Evitate di usare farmaci per la tosse, non adatti per i bambini piccoli e in generale di poco aiuto.

Se tu o il tuo bambino state prendendo antibiotici per la pertosse, devi stare attento a non diffondere l’infezione agli altri, anche all’interno della tua famiglia. Rimani lontano dalla scuola o dal lavoro fino a 48 ore dall’inizio del trattamento antibiotico o tre settimane dopo l’avvio degli attacchi di tosse. Copri la bocca o il naso con un fazzoletto quando tossisci e starnutisci. Smaltisci immediatamente i fazzoletti usati. Lava regolarmente le mani e il bambino con acqua e sapone.

In Italia ci sono vaccinazioni di routine – come ad esempio quella con vaccino trivalente antidifterico-tetanico-pertossica (il vaccino monocomponente contro la sola pertosse non è usato più da anni) – che possono proteggere i neonati ed i bambini piccoli dalla pertosse in modo sicuro ed efficace, se i genitori acconsentono ad aggiungere quest’ultima vaccinazione facoltativa a quelle obbligatorie contro il tetano e la difterite.

I vaccini contro la pertosse non offrono una protezione per tutta la durata della propria vita (bensì dai 7 agli 8 anni di tempo), ma possono comunque aiutare i bambini a non prenderla quando sono giovani e più vulnerabili agli effetti dell’infezione. Per questo motivo, la vaccinazione contro la pertosse rientra fra quelle raccomandate anche dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale e offerte gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale.

 



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