Come curare obesità

L’obesità è un problema sempre più diffuso perché, per molte persone, la vita moderna comporta l’assunzione di quantità eccessive di alimenti economici ad alto contenuto calorico ed il trascorrere molto tempo seduti alla scrivania, su un divano o in automobile.

È molto importante intraprendere misure per affrontare l’obesità perché, oltre a causare evidenti cambiamenti fisici, può portare ad una serie di condizioni gravi e potenzialmente pericolose per la vita, come ad esempio: diabete di tipo 2; malattia coronarica; alcuni tipi di cancro, come il cancro al seno e il cancro intestinale; ictus; ipertensione e dislipidemia.

L’obesità può anche influire sulla qualità della tua vita e portare a problemi psicologici, come la depressione e la bassa autostima. Per non parlare delle possibili difficoltà respiratorie (ad es. l’apnea del sonno, in cui la respirazione si ferma ripetutamente a causa del blocco parziale o totale della vie aeree ), dell’aumento del rischio di fratture (per il graduale avanzare dell’osteoartrite), etc.

L’obesità è in genere causata dal mangiare troppo e dal muoversi troppo poco. Infatti, l’obesità è solitamente causata dal consumo di più calorie – contenute in particolare nei grassi e zuccheri assunti con il cibo – rispetto a quanto se ne consuma durante l’attività fisica e attraverso il metabolismo corporeo. L’energia in eccesso viene immagazzinata dal corpo come grasso.

Ci sono anche alcune condizioni sanitarie che possono occasionalmente contribuire all’aumento di peso – come ad esempio una tiroide poco attiva (ipotiroidismo) – sebbene questi tipi di condizioni solitamente non causino problemi di peso se vengono effettivamente controllate con i farmaci.

Esiste, infine, una chiara tendenza genetica per l’obesità, ma solo per una percentuale relativamente piccola della popolazione. C’è anche una tendenza genetica a diventare sovrappeso, ma questa è meno chiaramente definita. Tuttavia, la genetica non racconta tutta la storia: gli studi scientifici, infatti, dimostrano che alcuni di noi hanno una tendenza genetica ad aumentare il peso quando, ad esempio, mangiano cibi fritti, mentre altri possono consumare tutte le patatine che vogliono senza guadagnare molto peso.

Nel 2008, un gruppo di scienziati ha dimostrato che l’attività fisica neutralizza gli effetti di un gene che promuove l’obesità. Questo importante studio, al quale hanno partecipato 17.058 uomini e donne danesi, ha scoperto che avere una predisposizione genetica all’obesità non sembrava essere importante per le persone attive: infatti, i loro Indici di Massa Corporea (BMI o IMC) non erano più elevati o inferiori a quelli di persone che non avevano invece il gene dell’obesità.

Il modo migliore per trattare l’obesità è dunque quello di: (1) adottare una dieta sana e con meno calorie: una dieta equilibrata, controllata nelle calorie e nel tipo di cibo e di nutrienti nel modo raccomandatovi dal medico curante o da un dietologo; (2) fare regolarmente esercizio fisico: attività come una rapida passeggiata, il jogging, il nuoto o il tennis per 150-300 minuti (da due ore e mezzo a cinque ore) alla settimana.

Inoltre, mangiate lentamente ed evitate situazioni in cui sapete che potreste essere tentati di mangiare troppo. Potreste anche beneficiare di un supporto psicologico da parte di un professionista qualificato per aiutare a cambiare il vostro modo di pensare al cibo ed al mangiare.

Se i cambiamenti di stile di vita da soli non aiutano a perdere peso, può essere necessario che il medico ti prescriva un farmaco che riduca la quantità di grassi che vengono assorbiti durante la digestione. In questo modo è possibile evitare l’assorbimento di circa un terzo del grasso dal cibo che mangi. Il grasso non digerito e non assorbito dal tuo corpo viene espulso con le feci. Ciò ti aiuterà ad evitare di aumentare il tuo peso, ma non ti farà necessariamente perdere peso.

In casi rari ed estremi può essere consigliato un intervento chirurgico per la perdita di peso. Tale approccio è usato soprattutto per curare persone con obesità grave – in pratica, con un BMI di 40 o più – e per le quali sono state provate tutte le opportune misure non chirurgiche, ma la persona non ha raggiunto o mantenuto un’adeguata perdita di peso clinicamente vantaggiosa. La chirurgia potrebbe venire raccomandata come primo trattamento nelle persone con BMI di 50 o più.



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