Come funziona la risonanza magnetica

La risonanza magnetica utilizzata in medicina come tecnica di imaging – detta anche tomografia a risonanza magnetica – utilizza un potente campo magnetico, onde radio e un computer per produrre immagini delle strutture interne del corpo che sono più chiare, più dettagliate e in alcuni casi più utili per identificare e caratterizzare in modo accurato una malattia rispetto ad altri metodi di imaging.

La risonanza magnetica può essere usata per aiutare a diagnosticare o monitorare il trattamento per una varietà di condizioni all’interno del petto, dell’addome e del bacino, tra cui tumori e malattie del fegato, del cuore e dell’intestino. Può essere usata anche per monitorare un bambino non ancora nato nel grembo materno. Infatti, è un esame non invasivo e non usa radiazioni ionizzanti.

Potrebbe esservi chiesto di indossare un abito ad hoc durante l’esame oppure vi può essere lasciato indossare il vostro abbigliamento, se risulta essere adatto e non ha fissaggi metallici. Le linee guida per mangiare e bere prima di un esame di risonanza magnetica variano con l’esame specifico e con l’impianto di imaging in questione. A meno che non ti sia detto diversamente, puoi dunque seguire la normale routine quotidiana e mangiare e prendere farmaci come al solito.

Alcuni esami di risonanza potrebbero richiedere di ricevere un’iniezione di mezzo di contrasto nel flusso sanguigno. Il radiologo, il tecnico o un’infermiera può chiedervi se avete allergie di qualsiasi tipo, come ad esempio un’allergia allo iodio usato come mezzo di contrasto per i raggi X, ai farmaci, al cibo o se hai asma. Il mezzo di contrasto più utilizzato per l’esame contiene un metallo chiamato gadolinium. Esso può essere usato nei pazienti con allergia al mezzo di contrasto a base di iodio.

Dovreste anche informare il radiologo se avete problemi gravi di salute o se avete avuto interventi chirurgici recenti. Alcune condizioni – come una grave malattia renale – possono impedire l’uso del gadolinio per una risonanza. Se hai una storia di malattie renali o di trapianto di fegato, sarà necessario un esame del sangue per determinare se i reni funzionano adeguatamente.

Se viene usato un mezzo di contrasto durante l’esame, esso sarà iniettato per via intravenosa dopo una serie iniziale di scansioni. Ulteriori serie di immagini saranno prese durante o dopo l’iniezione. Una soluzione salina può essere usata per iniettare il materiale di contrasto.

Le donne devono sempre informare il proprio medico o il tecnico che effettua l’esame se c’è qualche possibilità di essere incinta. La risonanza magnetica è stata utilizzata per la scansione dei pazienti sin dagli anni ’80 senza segnalazioni di effetti negativi sulle donne in gravidanza o sui loro neonati. Tuttavia, poiché il neonato sarà in un campo magnetico forte, le donne in gravidanza non dovrebbero essere sottoposte a questo esame nei primi tre o quattro mesi di gravidanza.

I gioielli e gli altri accessori dovrebbero essere lasciati a casa, se possibile, oppure rimossi prima della scansione tramite la risonanza magnetica. Dato che possono interferire con il campo magnetico dell’apparecchio che la effettua, gli oggetti metallici e elettronici non sono ammessi nella sala d’esame. Oltre ad influenzare le immagini della risonanza, questi oggetti possono trasformarsi in proiettili all’interno della stanza dello scanner e potrebbero causare danni a voi e/o ad altri.

Questi oggetti includono: gioielli, orologi, carte di credito, apparecchi acustici, perni, forcelle, cerniere metalliche e oggetti metallici simili, dentiere rimovibili, penne, coltelli da tasca, occhiali, piercing corporeo. Nella maggior parte dei casi, l’esame è sicuro per i pazienti con impianti metallici, ad eccezione di alcuni tipi. Non si può eseguire la scansione delle persone con: impianti nell’orecchio; alcuni tipi di clip utilizzati per aneurismi cerebrali; quasi tutti i defibrillatori cardiaci e pacemaker.

Devi dire al tecnico se hai dispositivi medici o elettronici nel tuo corpo. Questi oggetti possono interferire con l’esame o potenzialmente presentare un rischio, a seconda della loro natura e della forza magnetica della risonanza. Esempi tipici di questo genere di elementi includono: valvole cardiache artificiali; apparecchi per l’infusione di farmaci; arti artificiali o protesi articolari metalliche; stimolatori nervosi; perni metallici, viti, piastre, stent o graffette chirurgiche.

In generale, gli oggetti metallici utilizzati in chirurgia ortopedica non presentano rischi durante la risonanza magnetica. I coloranti utilizzati nei tatuaggi possono contenere ferro e potrebbero quindi riscaldarsi durante una scansione, ma ciò è raro. Le otturazioni dei denti non sono generalmente influenzate dal campo magnetico, ma possono distorcere le immagini dell’area del viso o del cervello, per cui dovresti far sapere al radiologo le informazioni che hai in merito.

A differenza degli esami convenzionali a raggi X e della TAC, la risonanza non utilizza le potenzialmente pericolose radiazioni ionizzanti. Invece, degli impulsi a radiofrequenza riattivano gli atomi di idrogeno che esistono all’interno del corpo mentre si è nello scanner senza causare alcun cambiamento chimico nei tessuti. Quando gli atomi di idrogeno ritornano al loro solito allineamento emettono quantità diverse di energia che variano in base al tipo di tessuto corporeo da cui provengono.

Lo scanner dell’apparecchio per la risonanza magnetica acquisisce questa energia e crea un’immagine dei tessuti scansionati in base a queste informazioni. Il campo magnetico viene prodotto facendo passare una corrente elettrica attraverso delle bobine di filo. La corrente elettrica non entra in contatto con il paziente. Un computer elabora poi i segnali e genera una serie di immagini, ognuna delle quali mostra una sottile fetta del corpo. Esso possono essere viste da diverse angolazioni.

Frequentemente, la differenziazione del tessuto anormale (malato) dai tessuti normali è migliore con la risonanza magnetica che con altre più comuni modalità di imaging, quali le radiografie, la TAC e l’ecografia. A seconda del tipo di esame e delle attrezzature utilizzate, l’intero esame è di solito completato in un tempo che va da un minimo di 30 a un massimo di 50 minuti.



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