Come misurare omega 3 nel sangue

Negli studi epidemiologici, livelli più elevati dei due acidi grassi omega-3 EPA + DHA sono stati costantemente associati ad un rischio più basso per arresto cardiaco e altre malattie cardiovascolari. Un basso Indice Omega-3 soddisfa quindi i criteri per essere un nuovo fattore di rischio cardiovascolare.

L’Indice Omega-3, infatti, è una misura dei due principali acidi grassi omega-3 – per l’appunto EPA + DHA – nei globuli rossi, ed è espresso come percentuale di questi due grassi rispetto agli acidi grassi totali nel sangue. L’EPA e il DHA si trovano principalmente in alcuni pesci, mentre l’altro acido grasso omega-3, l’ALA (acido alfa-linolenico), si trova naturalmente in fonti vegetali come noci e semi.

All’estero esistono laboratori specializzati (come ad es. OmegaQuant, che ha testato oltre un milione di persone) i quali effettuano l’esame dell’Indice Omega-3 nel sangue per circa una cinquantina di dollari, utilizzando la tecnologia della “macchia di sangue secco”. Per fare l’esame con loro, è necessaria solo una goccia di sangue, che va raccolta tramite l’apposito kit che si riceve per posta e spedita con la busta da loro fornita. I risultati arrivano entro 5 giorni dal ricevimento del campione.

Anche in Italia è possibile fare qualcosa di analogo. Ad esempio, acquistando un kit fornito dalla Omegor, è possibile effettuare l’esame dell’Indice Omega-3 in modo assai facile a casa propria, cioè senza doversi recare di persona presso un laboratorio. In pratica, utilizzando la lancetta pungidito fornita nel kit, si raccolgono 3 gocce di sangue su una carta-filtro speciale, la quale andrà poi spedita a un apposito laboratorio, così da ottenere via e-mail il risultato dopo pochi giorni.

L’esame dell’Indice Omega-3 nel sangue, essendo altamente riproducibile, può venire eseguito anche presso altri laboratori che seguono un rigoroso sistema di gestione della qualità. È infatti un parametro facilmente misurabile, ed più discriminante rispetto alla maggior parte degli altri fattori di rischio noti, permettendo di capire di quanto occorre incrementare il consumo di omega-3.

Un livello dell’Indice Omega-3 superiore conferisce un maggiore sostegno alla salute del cuore. In pratica, se il tuo Indice Omega-3 è dell’8% o maggiore, sei in buona forma, ovvero hai un basso rischio. Se il tuo Indice Omega-3 è inferiore al 4% – un valore tipico, ad esempio, per la maggior parte degli americani – hai una forte probabilità di essere colpito da un attacco cardiaco improvviso, ed è consigliabile cercare di avvicinarsi all’8% con una modifica della dieta e/o con il ricorso a integratori.

Non è quindi un caso che uno studio pubblicato nel 2003 sulla prestigiosa rivista Lancet abbia dimostrato che, nei pazienti con diagnosi di malattia coronarica, la somministrazione di 1,6 grammi al giorno di EPA + DHA aumentava l’Indice Omega-3 dal 3,4% all’8,3% e riduceva la progressione delle lesioni coronariche. In effetti, in 12 mesi è possibile incrementare l’Indice nella misura appena indicata.

In conclusione, misurare il livello di omega-3 nel sangue è utile e semplice, se non ci si accontenta dei soliti indicatori di base: colesterolo e trigliceridi. Ricordiamo che il colesterolo totale fornito dalle analisi del sangue include, oltre al colesterolo “cattivo” (o LDL) e al colesterolo “buono” (o HDL), un conteggio dei cosiddetti “trigliceridi”. Questi sono un altro tipo di grasso che si può accumulare nel corpo. Alti livelli di trigliceridi e bassi livelli di HDL aumentano il rischio di malattie cardiache.



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