Come prevenire l’Alzheimer

Internet è pieno di articoli sui modi per rimanere in buona salute, mangiare bene, e mantenersi in forma. Insieme al mantenere i loro corpi sani, però, le persone vogliono mantenere le loro menti efficienti nonostante l’avanzare dell’età. Vogliono anche evitare disturbi cerebrali come il morbo di Alzheimer.

L’Alzheimer è una malattia del cervello legata all’età che distrugge gradualmente la memoria di una persona e la sua capacità di pensiero e, infine, anche la capacità di svolgere i compiti più semplici. Essa è la causa più comune di demenza, una perdita delle capacità funzionali, cognitive e comportamentali così grave che interferisce con la vita quotidiana e le attività di una persona.

Attualmente, il morbo di Alzheimer non ha alcuna cura conosciuta, ma recenti risultati della ricerca suggeriscono che un giorno potrebbe essere possibile ritardare, rallentare, o addirittura prevenire questa malattia devastante. Non ci sono ancora prove definitive su ciò che può impedire il morbo di Alzheimer o il declino cognitivo correlato all’età. I ricercatori, in particolare, stanno esplorando se uno stile di vita sano può aiutare a prevenire la malattia di Alzheimer.

Quello che sappiamo è che un sano stile di vita – cioè che include una dieta sana, attività fisica, peso appropriato, e il non fumare – è in grado di mantenere e migliorare la salute generale e il benessere. Fare delle scelte sane può ridurre anche il rischio di alcune malattie croniche, come le malattie cardiache e il diabete, e gli scienziati sono molto interessati alla possibilità che uno stile di vita sano possa avere un effetto benefico pure sul morbo di Alzheimer pure.

A differenza dell’età e della genetica, alcuni fattori di salute e stile di vita associati al rischio di Alzheimer possono essere controllati. Gli scienziati stanno cercando di capire se esercizio fisico, dieta, e “giochi” del cervello possono aiutare a ritardare o prevenire la malattia di Alzheimer e il declino cognitivo legato all’età. Stanno inoltre studiando come alcune condizioni mediche – come colesterolo alto, ipertensione e diabete – influenzano il rischio di deterioramento cognitivo.

Finora, gli studi non hanno dimostrato che, nel lungo periodo, fattori di salute e stile di vita possano prevenire o rallentare la malattia di Alzheimer o il declino cognitivo legato all’età. Allo stesso modo, i risultati degli studi clinici non supportano l’uso di un particolare farmaco o integratore alimentare per prevenire tali condizioni. Studi osservazionali hanno associato fattori come l’attività fisica, la pressione sanguigna, e il controllo del diabete con variazioni del rischio.

Diversi studi suggeriscono che mangiare certi cibi può aiutare a mantenere il cervello sano, e che altri possono essere dannosi per la salute cognitiva. Una dieta che comprenda un sacco di frutta, verdura e cereali integrali ed è a basso contenuto di grassi e zuccheri aggiunti è in grado di ridurre il rischio di molte malattie croniche, tra cui malattie cardiache e diabete di tipo 2. I ricercatori stanno esaminando se una dieta sana può aiutare anche a ridurre il rischio di Alzheimer.

Gli studi hanno trovato, per esempio, che una dieta ricca di verdure – in particolare verdure a foglia verde e verdure crocifere come i broccoli – è associata ad un tasso ridotto di declino cognitivo. Uno studio epidemiologico ha riferito che le persone che hanno mangiato una “dieta mediterranea” avevano un rischio del 48 per cento più basso di progressione dal decadimento cognitivo lieve alla malattia di Alzheimer.

Una dieta mediterranea comprende verdure, legumi, frutta, cereali, pesce, olio d’oliva, da lieve a moderata quantità di alcol, e basse quantità di grassi saturi, latticini, carne e pollame. Mentre alcuni alimenti possono scongiurare il declino cognitivo, altri alimenti – come i grassi saturi e carboidrati raffinati (zucchero bianco, per esempio) – possono rappresentare un problema.

In uno studio, gli scienziati hanno alimentato i ratti con una dieta “occidentale” ricca di grassi e carboidrati semplici per 90 giorni. I risultati: ratti alimentati con questa dieta ad alta energia sono risultati significativamente peggiori in alcuni test di memoria rispetto ai ratti alimentati con una dieta contenente un terzo del grasso. In particolare, i ratti ha si sono comportati male nei test che coinvolgono l’ippocampo, una parte del cervello che svolge un ruolo importante nell’apprendimento e nella memoria.



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