ECG normale: come deve essere

L’aspetto di un elettrocardiogramma (ECG) “normale” dipende da due cose principali (e probabilmente da alcune minori): l’elettrodo che stai guardando (ognuno dà una visione leggermente diversa degli eventi elettrici nel cuore, quindi l’output di ciascuno sembrerà un po’ diverso dagli altri e da quello idealizzato) e da come gli eventi elettrici stanno accadendo all’interno del cuore.

Detto questo, possiamo vedere qui sotto un normale tracciato ECG “idealizzato” (cioè non derivante da un solo elettrodo) per identificane le sue parti e come si riferiscono all’attività elettrica nel cuore. Il colore diverso nelle varie parti del tracciato si riferisce a differenti eventi. Gli eventi dell’elettrocardiogramma sono infatti correlato con gli eventi elettrici all’interno del cuore.

L’asse x su un ECG è il tempo, mentre l’asse y è la tensione. Un ECG standard viene registrato ad una velocità di 25 mm/sec, cioè in un solo secondo vengono “disegnati” ben 2,5 centimetri di tracciato. Sull’asse Y la scala di tensione è 1 mV = 10 mm. Di solito il tracciato è stampato su carta millimetrata, pertanto non è difficile misurare tempi e tensioni guardando il tracciato stesso.

Ora identifichiamo le onde. Il primo evento nell’attività elettrica del cuore è la depolarizzazione nodale SA, seguita dalla depolarizzazione atriale. Questi eventi appaiono come l’onda P azzurra nell’ECG. Il complesso QRS è l’onda successiva da identificare (anzi, il complesso stesso è il più facile da identificare, e spesso lo si guarda per orientarsi prima di cercare tutte le altre onde).

Il complesso QRS è prodotto dalla depolarizzazione ventricolare. Un concetto importante da capire è che ogni complesso QRS non contiene necessariamente tutti e tre i componenti (cioè un’onda Q, un’onda R e un’onda S). Infatti, l’aspetto di alcuni di questi componenti in specifici elettrodi è patologico (per cui ad es. l’aspetto di un’onda Q può indicare un infarto miocardico precedente).

L’onda T, infine, è prodotta dalla ripolarizzazione dei ventricoli. La ripolarizzazione in genere procede all’indietro attraverso i ventricoli perché il primo miocito ventricolare da ripolarizzare (all’inizio dell’onda T in questione) è l’ultima cella da depolarizzare (alla fine del complesso QRS). Nella figura, l’onda T di ripolarizzazione è rappresentata in colore magenta.

Questa, naturalmente, è solo un’introduzione sintetica e divulgativa all’argomento. È importante notare che esiste una vasta gamma di variabilità normale negli ECG. Le caratteristiche “normali” dell’ECG appena accennate, pertanto, non sono assolute. Scoprire tutte le varianti normali nell’elettrocardiogramma richiede una notevole esperienza di lettura che solo un cardiologo ha.



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