Ormoni e cancro: effetti sul rischio

I tumori connessi con gli ormoni – ovvero il cancro della mammella, dell’endometrio, dell’ovario, della prostata, del testicolo, della tiroide e l’osteosarcoma – condividono un meccanismo unico di cancerogenesi.

Gli ormoni endogeni ed esogeni stimolano la proliferazione delle cellule, e quindi l’opportunità di accumulare errori genetici casuali. L’emergere di un fenotipo maligno dipende da una serie di mutazioni somatiche che si verificano durante la divisione cellulare, ma i geni specifici coinvolti nella progressione dei tumori ormonali sono attualmente sconosciuti.

I nostri livelli ormonali naturali cambiano in tutta la nostra vita, soprattutto per le donne, a causa di situazioni come la pubertà, la gravidanza e la menopausa. Anche i nostri stili di vita, tra cui l’alcol o l’essere in sovrappeso, possono influenzare i livelli ormonali. Ed alti livelli di ormoni naturali possono aumentare il rischio di alcuni tumori, quali i tumori del seno e dell’utero.

In particolare gli estrogeni – un gruppo di ormoni sessuali femminili steroidei che influiscono sulla fertilità – sono noti carcinogeni umani. Sebbene questi ormoni abbiano ruoli fisiologici essenziali sia nelle femmine che nei maschi, sono stati associati ad un aumento del rischio di alcuni tumori.

Alcuni trattamenti medici – tra cui la terapia sostitutiva ormonale (HRT) e la pillola contraccettiva – funzionano aumentando i livelli di alcuni ormoni. Quindi gli scienziati hanno indagato se l’utilizzo di questi prodotti possa influenzare il rischio di sviluppare il cancro.

Per decenni, le donne hanno usato la terapia ormonale per alleviare i sintomi della menopausa, come le vampate di calore e la sudorazione. Questa è chiamata “terapia ormonale per la menopausa”, o anche terapia sostitutiva ormonale, o terapia ormonale post-menopausa. In passato, molti medici e loro pazienti credevano che questa terapia avesse importanti benefici per la salute. Ma studi ben condotti hanno portato molti medici a concludere che i suoi rischi spesso superano i benefici.

Infatti, prendere la terapia ormonale combinata per la menopausa (estrogeno e progestinico, che è una versione sintetica del progesterone ormonale femminile) può aumentare il rischio di un cancro al seno. La terapia ormonale per la menopausa con solo estrogeno aumenta il rischio di cancro endometriale e viene utilizzata solo nelle donne che hanno avuto un’isterectomia.

Gli studi hanno dimostrato che il rischio di cancro al seno di una donna è legato anche all’estrogeno e al progesterone realizzato dalle sue ovaie (noto come estrogeno e progesterone endogeno). Essere esposti a lungo e/o ad elevati livelli di questi ormoni è stato collegato ad un aumento del rischio di cancro al seno.

L’aumento dell’esposizione agli ormoni prodotti naturalmente dalle ovaie può essere causato, nelle donne, semplicemente dall’iniziare presto ad avere le mestruazioni presto, dall’avere la menopausa in ritardo, dall’essere anziani alla prima gravidanza e da non avere mai avuto dei figli. Al contrario, l’avere avuto dei figli rappresenta un fattore protettivo per il cancro al seno.

Per quanto riguarda invece la pillola contraccettiva, gli scienziati hanno scoperto che la pillola combinata
aumenta il rischio di cancro della cervice (lo raddoppiano se la si prende per 5 anni o più) e del seno (nel Regno Unito, circa l’1% dei tumori al seno è dovuto all’uso di contraccettivi orali), mentre riduce il rischio di tumori ovarici e dell’utero. Il rischio più elevato inizia a calare quando una donna smette di prendere la pillola, fino a ritornare a livelli normali entro 10 anni da allora.



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