Saturazione ossigeno: valori normali

L’attività fisica richiede più ossigeno. Quando si aumenta la propria attività fisica, il livello di ossigeno nel sangue potrebbe diminuire. Si può usare un pulsossimetro da dito di buona qualità (ne potete trovare alcuni qui) per controllare e/o monitorare il livello di saturazione dell’ossigeno arterioso durante l’attività in questione.

In questo caso, è utile avere dei valori di riferimento. Innanzitutto, un livello di saturazione dell’ossigeno arterioso superiore al 95% è in genere considerato un livello di ossigeno normale, in assenza di sforzo. Nei pazienti sani, i livelli di saturazione dell’ossigeno si trovano infatti (a livello del mare) tra il 96 e il 99%, e dovrebbero essere superiori al 96%. A 1600 metri di altitudine, invece, la saturazione dell’ossigeno dovrebbe essere superiore al 92% per essere considerata normale.

Valori inferiori al 95% (a livello del mare) possono indicare un disturbo della salute e rendere necessario fornire ossigeno aggiuntivo. Se il vostro valore di saturazione normale è inferiore al 95%, consultate il vostro medico. Un livello di saturazione del 92% o meno indica invece un basso livello di ossigeno nel sangue. Un valore di saturazione dell’ossigeno arterioso inferiore al 90% causa l’ipossia: ovvero un’insufficiente presenza di ossigeno nei tessuti, indicata dalla cianosi.

Diverse condizioni mediche possono causare l’ipossia, fra cui l’enfisema, l’anemia, l’embolia polmonare, l’apnea del sonno, la polmonite. Se i livelli di ossigeno scendono regolarmente al di sotto dei valori normali, il medico può prescrivere dell’ossigeno supplementare. Lo scopo è quello di inalare ossigeno puro al 100% rispetto all’aria ambiente, che è composta da ossigeno solo per il 21%. Alcuni devono ricevere questo supplemento sempre, altri solo durante il sonno o l’esercizio fisico.

Il corpo mantiene un livello stabile di saturazione dell’ossigeno principalmente tramite il metabolismo aerobico associato alla respirazione. Usando il sistema respiratorio, i globuli rossi – in particolare l’emoglobina – raccolgono l’ossigeno nei polmoni e lo distribuiscono al resto del corpo. Le necessità dell’ossigeno del sangue del corpo possono oscillare, come durante l’esercizio fisico, quando è necessario più ossigeno, oppure quando si vive ad altitudini più elevate.

Con l’esercizio fisico, la saturazione dell’ossigeno può diminuire leggermente rispetto ai vostri valori normali (dovrebbe comunque rimanere al 90% o più). In generale, l’obiettivo è mantenerla oltre il 90% in tutte le attività, per questo il suo monitoraggio risulta utile, ed i pulsossimetri garantiscono un monitoraggio sicuro e non invasivo della condizione cardiorespiratoria.

Una volta che si inizia a fare esercizio fisico, il tasso e la profondità della respirazione aumentano per contribuire a soddisfare l’aumento delle richieste di ossigeno. Una risposta normale per quanto riguarda la saturazione dell’ossigeno è un possibile calo fra solo i 2 ed i 3 punti percentuali. Idealmente, il livello rimarrà al di sopra del 92 per cento durante l’esercizio fisico per mantenere la giusta pressione di ossigeno nel sangue, così da consentire che l’ossigeno venga assorbito dai muscoli.

La pulsossimetria è il metodo più semplice per stimare la percentuale di ossigeno legata all’emoglobina nel sangue. I piccoli dispositivi da dito – applicabili pure a un orecchio o al piede – misurano in realtà la cosiddetta “SpO2” (saturazione periferica dell’ossigeno) misurano l’assorbimento della luce rossa e infrarossa nell’estremità. La differenza di assorbimento tra l’emoglobina ossigenata e deossigenata rende possibile il calcolo della saturazione dell’ossigeno arterioso.

Un altro metodo per misurare la saturazione dell’ossigeno è quello dell’analisi del gas nel sangue. Si tratta di un metodo diretto e più preciso per misurare i livelli di ossigeno. Durante questo esame invasivo, una piccola quantità di sangue viene estratta da un’arteria. Ciò è diverso dalla maggior parte degli esami di laboratorio, perché di solito i preievi vengono fatti da una vena. L’arteria radiale che si trova sul polso è il sito più comune per un prelievo di sangue arterioso.



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